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Si chiamava Isy Obeb Murillo, ucciso perchè manifestava pure lui, ma per riavere un presidente vero e non un burattino, "imprenditore" italiota e golpista di nome Micheletti. Per lui difficilmente accenderemo una candela o vandalizzeremo qualche ambasciata, come abbiamo fatto per l'iraniana. E difficilmente vedremo questa immagine. |
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| Scritto da Sacrabolt,
16-07-2009 09:43
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Pubblicato in : Blog, BStorming |
L'altro giorno muore in Afganistan un militare italiano mentre era sulla torretta del blindato, investito dall'esplosione di una bomba piazzata sulla strada. Traggo da un articolo di Peacereporter "E' normale", ci spiega da Herat il maresciallo Marco Amoriello. "Da quando la nostra attività è aumentata nelle zone più a rischio, i nostri uomini sono maggiormente esposti ad attacchi".
L'ingenuità della retorica militare: noi buoni facciamo "attività", loro, i cattivi, fanno gli "attacchi". Purtroppo le nuove generazioni italiote |
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Tanto chiasso per le donne sulla tratta Roma-Olbia, che mi sono chiesto cosa ci va a fare la Gelmini con un volo di stato all'annuale air-show (di questi tempi è diventato un NATO-show). Trovato per caso la notizia della maristella cercando altro: |
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La prima volta che su suolo italiano vengono usati dei velivoli teleguidati al di fuori dei poligoni militari. Occasionale vetrina per il predator è il g8 de L'aquila... |
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| Cattolici del "Sacro Cuore" |
All'università cattolica "Sacro Cuore" ci insegna uno che uccidere non solo è logico, efficace e legittimo, ma anche necessario. In parte per la consapevolezza della posta in gioco, in parte per le mutate circostanze di teatro, in parte per l’azione diplomatica esercitata dagli Usa, il nostro ruolo in Afghanistan sta assumendo una fisionomia diversa, più marcatamente aggressiva, probabilmente più efficace e sicuramente più rischiosa. Tutto ciò non solo è nella logica delle cose, ma è anche legittimo e necessario.
L'editoriale sulla Stampa di oggi, da cui ho tratto il paragrafo sopra, dimostra non solo (se ce ne fosse bisogno) come sono cambiati i "caveat" dei nostri esportatori di democrazia e peacekeeper, ma anche quelli della chiesa cattolica, visto che l'autore, Vittorio Emanuele Parsi, è professore ordinario dei preti. Lo immagino, tra una comunione ed una confessione, dispensare queste aberranti cazzate al suo corso di "Relazioni Internazionali"... dev'essere eccitante distribuire tale saggezza ad una platea ossequiosa di seminaristi e giovani aitanti della piccola borghesia bombarola. |
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