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Scritto da Sacrabolt, 11-09-2009 09:41

Pubblicato in : Internazionale, Palestina

Ovvero Boicotta, Disinvesti, Sanziona

Naomi Klein: il governo israeliano utilizza apertamente la cultura come strumento militare. Anche se le autorità israeliane credono che stanno vincendo la guerra reale per il territorio, sentono anche che il paese soffre perché quasi tutto quello che il mondo sente della regione nelle notizie è sul conflitto: la militarizzazione, l’anarchia, l’occupazione e la striscia di Gaza.

Così il Ministro degli Esteri ha messo in moto una campagna chiamata "Israele aldilà del conflitto", che include l’uso della cultura, film, libri, arte, turismo e università, per creare un tipo di alleanza tra i paesi occidentali e Israele, e per promuovere l’immagine di un paese normale e felice, al posto di una potenza aggressiva occupatrice. Per questo sentiamo sempre parlare di festival del cinema e fiere del libro con un enfasi speciale su Israele.
E così, anche se in generale sono totalmente d’accordo che la cultura è positiva- i libri sono buoni, i films sono qualcosa di positivo e la comunicazione è meravigliosa- dobbiamo capire che si tratta di una strategia di Stato di coaptazione, per rendere più accettabile un' occupazione brutale.
[...]
Quindi, le persone vengono in Israele a ricevere un premio, o a dare un concerto a Tel Aviv, e non sanno che stanno rompendo basicamente un boicottaggio. La maggior parte non sa neanche che si è fatta una chiamata alla resistenza non violenta per un popolo che, ricordiamo è stato completamente diffamato per aver usato qualsiasi tipo di resistenza armata. Quello che cerco di dire è quanto segue: se rifiutiamo la resistenza armata e rifiutiamo anche il boicottaggio e le sanzioni, cosa resta? Firmare petizioni su internet? Veramente crediamo che questo farebbe finire l’occupazione?

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