| Scritto da Sacrabolt,
01-09-2008 12:00
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Pubblicato in : Blog, Tecno |
Forse è tempo di cambiare le prospettive per leggere gli eventi internazionali. Così come l'oleodotto georgiano non è poi così minacciato dalla Russia (il curdi lo hanno fatto saltare una settimana prima e nessun pennaiolo italico ha scritto qualcosa), anche il petrolio stesso non è poi così importante negli sviluppi delle strategie dell'impero. Comincia a venir fuori che non siamo in presenza del peak oil (l'inizio della diminuzione del petrolio estraibile) e
che il petrolio a 140 dollari al barile è stato frutto di una bolla speculativa, però spingiamoci oltre: come cambiarebbe la nostra visione del mondo se venisse fuori che il petrolio non si sta esaurendo? Estraggo da un interessante articolo: [...] dite a un cretino che lo scialo e lo sperpero beato stanno per finire ed egli accetterà qualunque guerra, qualunque atrocità pur di assicurarne la continuazione. E’ a questo che doveva servire l’enorme bufala del picco petrolifero: a trasformare in “male necessario”, agli occhi dell’opinione pubblica, una guerra d’aggressione che era necessaria solo agli interessi politico-strategici USraeliani. Si capisce bene perché George W., a ridosso dell’invasione di Afghanistan e Iraq, citasse così spesso la necessità di “garantire lo stile di vita americano”. Quante volte avete sentito ripetere “o loro o noi” da qualche scellerato demente?
Questa interpretazione delinae la mentalità della media "realista" dell'umanità occidentale. Messi male gli altri: gli "idealisti", quello dell'esportazione della democrazia. Messi peggio di tutti coloro che realmente subiscono, i non occidentali dei gommoni stracarichi o gli schiavi dell'economia globale. |
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