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Il monopolio dellanima

Scritto da Sacrabolt, 10-09-2009 13:41

Pubblicato in : Blog, Fatti del giorno

MariaStella Gelmini, portavoce della Conferenza Episcopale Italiana, ministro dell'istruzione della Repubblica Cattolica d'Italia e testimonial al recente air-show della NATO ha confermato che "la Religione" è solo quella Cattolica. Quindi nelle scuole pubbliche italiane nessuna altra religione verrà tollerata. 

Reuters - oggi

"L'insegnamento della religione così com'è stato concepito va salvaguardato", ha detto Gelmini oggi ai microfoni di Radio Anch'io, puntualizzando: "Non è un'ora di catechismo, ma un'ora di approfondimento dei valori e dei contenuti della religione cattolica. Farla diventare un'ora in cui si insegnano altre religioni in maniera paritetica non è corretto". [...]

"Nel nostro Paese la religione cattolica non può essere paragonata alle altre religioni. Ha una valenza maggiore, è praticata dalla stragrande maggioranza della popolazione e ha un passato attualissimo. Non la si può mettere sullo stesso piano delle altre religioni, che vanno comunque rispettate".

"Non è corretto" dice la signora, a conferma del nomigniolo che qualcuno le ha attribuito di maestrina dalla penna rossa. Peccato che questo vezzo canzonatorio nascona il pericolo, anzi il danno già fatto allo stato italiano.Speriamo che i bambini italiani riescano ancora ad annoiarsi nelle ore dedicate alla negazione di Darwin ed alle amenità favolistiche dell'epopea ebraica.

Per tornare alle affermazioni del ministro, la Religione Cattolica "ha un passato attualissimo" ed oggi in Afganistan è sicuramente coerente con la linea missionaria dei conquistadores che saccheggiarono l'america (poi) latina. Quelli che vent'anni venivano ammaestrati alla devozione cattolica, hanno oggi mantenuto le sane tradizioni...

Kabul. Sette e trenta del mattino. Il cancello della base si apre lentamente mentre i ragazzi scendono dai mezzi e scaricano le armi: un rituale obbligatorio per entrare nel compound. Risalgono e uno di loro abbassa l’aletta parasole del Lince che conduce, estrae un santino, lo bacia, in segno di ringraziamento e devozione, e lo infila nel portafoglio. È San Gabriele, patrono dei paracadutisti. Lo confessa dopo poco, solo dopo una domanda diretta. L’innocente confessione è priva di imbarazzo, ma carica di quella discrezione di chi vuole che al gesto, profondamente intimo e personale, non venga dato troppo risalto.

Prima bombardare, poi baciare i santini.


 

   

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