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Correzioni episcopali

Scritto da Sacrabolt, 02-03-2009 18:03

Pubblicato in : Blog, BStorming

L'istruzione in italia da quest'anno è pervasa  di "religiosità": così l'ha chiamata l'insegnante della scuola per l'infanzia dove stavo per iscrivere mio figlio di tre anni.


La mia domanda era semplice "si fa religione?". Chi avevo davanti era perplesso: non sapeva perchè io, un uomo bianco, visibilmente nordico, chiedessi l'ovvio: che la cultura del suo pargolo comprendesse lo "sviluppo integrale della personalità, valorizzando la dimensione religiosa, promuovendo la riflessione sul loro patrimonio di esperienze e contribuiendo a rispondere al bisogno di significato di cui anch’essi [i bambini] sono portatori."
Nel dubbio di avere davanti un indefesso senzadio, l'insegnante preposta alla presentazione della scuola d'infanzia ha tirato fuori la parolina magica: "religiosità".. uno pensa, si lo spirito, l'anima, l'amore, la passione, le emozioni, il mistero della vita e tutto ciò che la ragione non sa spiegare... magari! Sotto queste belle cose ci sta invece un programma preciso, collegato al decreto ministeriale del 31-7-2007 e "suggerito" dalla conferenza episcopale italiana che delinea le peggio cose, sopratutto se destinate ad un bambino di tre anni (dico 3).

Come dicevo, il "suggerimento" episcopale è chiaro già dal titolo:
"Strumento base per la prima attuazione relativa all'insegnamento della religione *cattolica* nelle scuole dell'infanzia e nelle scuole del primo ciclo di istruzione".
Il documento emesso dalla conferenza episcopale lamentava che "Il testo ministeriale [originale] non contiene riferimenti espliciti alla Religione cattolica nonostante che vi siano riferimenti all’esperienza di cui espressione è anche la dimensione religiosa." ed è stato velocemente integrato dal ministero della PI.

Estraggo dai primi paragrafi le aggiunte dettate dai preti:

Il sé e l’altro Relativamente alla religione *cattolica*
Scopre nel Vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù, da cui apprende che
Dio è Padre di ogni persona e che la Chiesa è la comunità di uomini e donne
unita nel suo nome, per iniziare a maturare un positivo senso di sé e sperimentare
relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni
culturali e religiose

Il corpo in movimento Relativamente alla religione *cattolica*
Esprime con il corpo la propria esperienza religiosa per cominciare a manifestare
adeguatamente con i gesti la propria interiorità, emozioni ed immaginazione.

Linguaggi, creatività, espressione Relativamente alla religione *cattolica*
Riconosce alcuni linguaggi simbolici e figurativi tipici della vita dei cristiani
(feste, preghiere, canti, spazi, arte), per esprimere con creatività il proprio
vissuto religioso.

I discorsi e le parole Relativamente alla religione *cattolica*
Impara alcuni termini del linguaggio cristiano, ascoltando semplici racconti
biblici, ne sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi appresi, per sviluppare
una comunicazione significativa anche in ambito religioso.

La conoscenza del mondo Relativamente alla religione *cattolica*
Osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, riconosciuto dai
cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio Creatore, per sviluppare
sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà, abitandola con fiducia
e speranza.

Insomma la "religiosità" cattolica come proposta unica di un fantomatico programma di religiosità nella scuola pubblica italiana; la chiesa cattolica come monopolio sul rapporto con l'altro, sulla vita, sulla morte, sul corpo, sulla conoscenza del mondo!
Rimango stupito nel vedere il tutto nero su bianco sul documento episcopale linkato nel portale del ministero dell'istruzione. In altri tempi probabilmente me ne sarei fregato, se non fosse che adesso siamo una famiglia che crede... che credeva di vivere in uno stato laico. Ora non ci resta che metterci sulla difensiva: trovare una scuola dell'infanzia in cui nostro figlio non si debba separare dai coetanei in quell'ora e mezza di indottrinamento. Purtroppo la vedo dura: siamo in pochi e l'ossigeno dell'immigrazione non è arrivato dalle nostre parti.

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