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Feste di piazza

Scritto da Sacrabolt, 24-04-2009 09:16

Pubblicato in : Blog, Musica

Una vecchia canzone, dedicata a quelli del concerto romano del primo Maggio.

Feste di piazza

Le carte colorate
Gli sguardi sempre ben disposti
A dolci ed aranciate

I capi in testa
Con i distintivi sfavillanti
Si sbracciano come dannati
Solo per sentirsi piu' importanti
Sale sul palco
Il numero 24 dalla lista
Che per far pressa sulla folla
Continua a ripetere
E' ora di finirla adesso basta!
Tutti d'accordo
E si puo' andare avanti
E come previsto dal programma
Arrivano i cantanti
Adesso e' il turno
Di quello un po' introverso
Che mentre si esibisce stancamente
Pensa che e' solo tempo perso
E tutto a un tratto
Arriva l'attrazione
La gente applaude nervosamente
Per mascherare un po' di delusione
Tutto e' finito
Si smonta il palco in fretta
Perche' anche l'ultimo degli addetti ai lavori
Ci ha a casa qualcuno che l'aspetta
Restano sparsi
Disordinatamente
I vuoti a perdere mentali
Abbandonati dalla gente
Dalla gente
Abbandonati dalla gente....

Edoardo bennato, 1975

 

Aggiorno questo articolo con uno stralcio di recensione trovata in giro.

Entusiastici commenti al concertone del primo maggio, organizzato coi soldi dei sindacati che hanno riunito i giovani precari per cui non sono capaci di fare altro.
Entusiasmo per accogliere i 200 artisti che si sono avvicendati sul palco (ma per la polizia erano solo 96) e poi udite udite, il vecchio Vasco Rossi vestito da paninaro, che oltre a diffondere la sua (ottima) musica, ha filosofeggiato, come ormai fanno d’abitudine i cantanti, e discettato dal palco su un mondo migliore, quello del piccolo bar, del piccolo pensiero e della piccola droga, di cui lui è l’esempio qualunquistico più dilagante. 

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